La nostra filosofia di allevamento


13/04/2017: ho ottenuto il logo che attesta il superamento del primo corso per allevatori frequentato su Pawpeds. 

12/12/2017: ho ottenuto il logo che attesta il superamento del secondo corso per allevatori frequentato su Pawpeds.


Da quando Liabel è con noi non ho mai smesso di informarmi, chiedere, frequentare corsi per allevatori, cercare su internet notizie e confrontarle. Voglio offrire il meglio ai miei gatti ma, come in ogni ambito, senza valide informazioni ancorate a solide basi scientifiche, è difficile far bene. Il mio motto è che tutto è perfettibile, quindi cerco di perfezionarmi continuamente anche avvalendomi delle mie e delle altrui esperienze. 

Sulla base di questa premessa cercheró di raccontarvi come vivono i gatti in casa mia e quindi quale sia la mia idea di allevamento.

Innanzi tutto ritengo che i gatti non debbano stare rinchiusi in stanze o gabbie (neanche quando hanno i cuccioli!): devo purtroppo accettare che le mie gatte non possano andarsene in giro come ogni gatto creato da Dio dovrebbe poter fare perché, se così facessero, in primis, tornerebbero incinte del primo randagio che incontrano, secondariamente verrebbero contagiate dalle numerose malattie infettive che circolano tra i gatti di strada e, non da ultimo, porterebbero con loro qualche indesiderato parassita esterno o interno. In futuro prevedo di costruire degli ampli cat run in giardino dove i gatti possano trascorrere parte del loro tempo; ma questo per ora rimane solo un progetto. 

Le nostre gatte possono accedere a tutti gli ambienti domestici così come fanno i loro cuccioli: ciò consente ai piccoli di sviluppare la capacità esplorativa, di fare esperienze precoci con tutti i rumori di casa abituandosi ad essi, di socializzare con gli altri animali di casa (se mamma gatta lo permette!) e, soprattutto, di crescere con la presenza costante degli esseri umani. Ogni cucciolo nasce col suo carattere, ma il modo in cui i piccoli vengono allevati è fondamentale per sviluppare la socializzazione interspecifica e l'abitudine agli stimoli esterni. Un gattino che vive per i primi tre mesi di vita relegato in una stanza e che si relaziona solo con la sua mamma e i suoi fratellini, non avrà modo di sentire il rumore della televisione, dei piatti, delle pentole, del campanello, del telefono e tanto meno sarà abituato ad essere accarezzato, coccolato, pettinato; magari avrà anche paura del modo di giocare un pò irruento di un bambino e ad esso potrebbe reagire scappando o graffiando. 

Quando i miei cuccioli lasciano l'allevamento in genere sono abituati a dormire con un umano, perché nascono tutti nelle nostre camere da letto e presto capiscono quanto sia più comodo un letto di qualsiasi altro giaciglio!

In casa nostra i gatti stanno tranquillamente anche sul tavolo da pranzo: viviamo in un open space quindi sarebbe letteralmente impossibile vietare loro l'ingresso in cucina! Quando mangiamo se ne stanno tranquillamente accoccolati in un angolo del tavolo, oppure in braccio a qualcuno della famiglia, e non è mai capitato che cercassero di rubare il cibo, al massimo ci fanno capire di voler gradire qualcosa (in genere sono attirati dal formaggio, ma non è nostra abitudine dar loro alcunché)...chiaramente evitiamo di lasciare un branzino a portata di zampa! 

Da ciò che ho descritto avrete capito che il gatto siberiano ama stare vicino al proprio padrone e a seguirlo per la maggior parte della sua vita: sul tavolo accanto a lui quando mangia, accoccolato sul divano quando guarda la tele e nel letto quando dorme; sarà lui che sceglie il SUO padrone, e non viceversa, e da quel momento sarà la sua ombra.

Avrete anche capito perché Duchessa ha deciso di fare del mio letto il suo rifugio preferito per il parto: io sono il suo riferimento, la sua sicurezza, per lei non c'è posto più affidabile al mondo per proteggere i suoi cuccioli se non accanto a me. E ciò mi ripaga di ogni sacrificio...

 

Duchessa che dorme accanto a me